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GIULIANO ELENA EFF ALIC837005 ACQUI TERME 2 - IST. COMPR. ALIC837005@istruzione.it 0144311381

 

 

 

 

Chi è il nuovo dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo 2 di Acqui Terme, Elena Giuliano?

Posso rispondere di essere da sempre cittadina acquese, di aver insegnato dal ‘91-92 al Liceo scientifico “Parodi” di Acqui dove ho rivestito ruoli organizzativi di funzione strumentale, di responsabile qualità e accreditamento regionale, poi di collaboratore del Dirigente. Ho iniziato - dopo concorso - a percorrere la nuova via professionale della dirigenza scolastica dal 2012, con titolarità sull’Istituto Comprensivo “Norberto Bobbio”di Rivalta Bormida (costruito “in verticale” dal 1998), cui mi ha legata molto l’ottima professionalità degli operatori, che spero di aver potuto e saputo sviluppare.

La scelta di passare a dirigere il Comprensivo 2 di Acqui Terme è maturata - oltre che da ragioni personali - dal forte richiamo di una diversa sfida: quella di far crescere in una realtà scolastica “neonata” la personalità organizzativa e funzionale al territorio che l’IC2 merita di avere, per la tradizione delle sue varie componenti.

E’ una sfida che sentivo di voler raccogliere, data la disponibilità della sede a seguito di trasferimento della dirigente Monica Carretto che ha guidato il Secondo circolo al momento, non facile, del dimensionamento e poi della istituzione dei due comprensivi cittadini; sento di ringraziare anche il DS reggente Claudio Bruzzone che con la DSGA Luisetta Chiola hanno seguito lo scorso anno la prima nuova configurazione della scuola.

Come è strutturato l’Istituto Comprensivo 2?

L’istituto comprende - nel tessuto urbano di Acqui- i plessi molto popolati della Scuola Primaria di San Defendente, della Scuola dell’Infanzia Aldo Moro, la piccola ma vitale Primaria”Fanciulli” dei Bagni; la Scuola Media ora ridenominata Monteverde(sede in corso Roma nella ex Caserma); inoltre, ma non ultimi, la Primaria di Visone, le Primaria e Scuola dell’Infanzia di Morsasco.

La peculiarità dell’Istituto consiste dunque, intanto, nel mettere a confronto e in sinergia scuole di città e di paese con i valori culturali, etici e di vita sociale che si possono apprezzare e far dialogare; così come l’interesse delle amministrazioni che, nell’attenzione alla scuola, sono chiamate a vere e proprie azioni di cura della identità locale e del suo futuro.

La sfida presuppone di fare una analisi dell’esistente nelle sue criticità e punti di forza: che cosa può dire al riguardo?

Comincerei dai punti di forza che costituiscono gli indicatori di qualità del Piano dell’offerta formativa:

Nella scuola Primaria di San Defendente guidata dalla Vicaria Arnaldo Gianna la professionalità si esplica in una progettualità diffusa sui settori chiave della continuità, del potenziamento linguistico con rafforzamento della lingua inglese grazie ai madrelingua; nella cura dello star bene a scuola e della inclusione attraverso esperienze pilota di cooperative learning e la configurazione di moderni ambienti d’apprendimento condotte da alcune docenti; la piccola scuola dei Bagni come le scuole di Morsasco si avvalgono di una fattiva collaborazione di genitori organizzati ed efficaci anche nel creare virtuosa circolazione della comunicazione interna. Di Morsasco vorrei citare anche la diligenza e la passione che le amministrazioni hanno indirizzato al miglioramento dell’edificio sede e all’integrazione dell’offerta formativa; di Visone il supporto finanziario ad esperienze di prolungamento dell’orario scolastico che favoriscono l’utenza.

Ad esempio presso la scuola dell’Infanzia Aldo Moro si lavora secondo principi di collegialità condivisa dando importanza alla “contemporaneità” di presenza degli insegnanti, considerata fondamentale e indispensabile per attuare il percorso pedagogico-didattico scelto. Viene utilizzata nei momenti di maggiore affluenza dei bambini ed in modo variabile e flessibile per l’accoglienza, per progetti specifici ed approfondimenti, attività individualizzate o di piccolo gruppo; per l’osservazione , l’integrazione e recupero. La costante espansione e l’incremento degli alunni è una evidenza della positività del lavoro di team.

La scuola “Media” Monteverde vanta progettualità di alto profilo particolarmente nell’ambito della progettazione europea; dall’esperienza già avanzata nel Comenius e nell’assistentato linguistico si è approdati ora, con vittoria del Bando, ad Erasmus Plus che prevede, nel lifelong learning, lo scambio di docenti e personale organizzativo/amministrativo sul territorio europeo; recente la partecipazione a una convention di insegnanti e dirigenti a Riga sull’inclusione e i bisogni educativi speciali.

E per venire alle criticità diciamo che esse derivano in gran parte dalla situazione socio-economica attuale, dalla scarsità di risorse materiali e umane che ci apparentano purtroppo in questo momento storico a pressoché tutte le istituzioni scolastiche; carenze di organico sul sostegno, con difficoltà della scuola (che non ha organico funzionale) a garantire il diritto allo studio di alunni con bisogni educativi speciali, tra cui gli alunni con disabilità.

L’importanza del contesto socioambientale come facilitatore della riduzione dell’handicap e della sua trasformazione in abilità non è certo favorito dalle recenti restrizioni nei numeri degli insegnanti assegnati sul sostegno, per ragioni indipendenti dalle segnalazioni e dalla volontà della nostra scuola. Così dicasi per quei mali endemici sottolineati dal documento “La buona scuola” di Renzi, ovvero la girandola – inevitabile - di supplenti su posti scoperti causa lentezza nel rinnovo delle graduatorie.

L’edilizia scolastica e la connessa sicurezza, altro problema/criticità non solo locale, auspico possa divenire opportunità e punto di forza, per l’amministrazione comunale di Acqui e per le forze politiche che vi si impegnino, nell’attivare il progetto di costruzione delle nuove sedi per le scuole secondarie di primo grado dei due istituti cittadini.

Per la scuola Monteverde, l’area attigua a quella di San Defendente e scuola dell’infanzia Aldo Moro - scelta per il nuovo edificio modulare a seguito di tavoli tecnici congiunti - mi appare come molto interessante e - in ipotesi - risolutiva nel costante confronto fra la comunità scolastica e i suoi referenti amministrativo-territoriali.

Si segnalano alle famiglie interventi positivamente condotti come la realizzazione di mense interne che hanno nello scorso anno raccolto soddisfazione.

Ha citato la riforma “Renzi” qual è la sua opinione in merito?

Si tratta indubbiamente di una analisi finalmente sommativa dei mali antichi della scuola in Italia e ha il merito di fondarsi su una statistica complessa ma chiara (ad esempio sugli organici) promette decisioni condivise e tiene conto delle raccomandazioni ed osservazioni anche sanzionatorie dell’Europa: il piano di miglioramento sottoposto alla consultazione erga omnes dovrà essere intelligentissimo sotto il profilo organizzativo, data la penuria di risorse; le autonomie scolastiche dovrebbero farsi partecipi con loro tavoli tecnici che consentirebbero anche una miglior conoscenza di sistema a tutti gli operatori e le parti interessate.